martedì 29 novembre 2016

Assaggini di Blood Vow!

Bitty urlò dal dolore.

E meno di un secondo dopo, una luce brillante inondò la sala visite, intensa come un'esplosione.

All'inizio, Mary pensò che le lampade affisse al soffitto si fossero spente, puoi il suo cervello realizzò la tremenda realtà.

Di scatto, distolse gli occhi da Havers per rivolgere a Rhage uno sguardo pieno di terrore. "No, non adesso!"

Ma era troppo tardi.

La Bestia si era palesata.



Blood Vow, pg 89

domenica 10 aprile 2016

Intervista J.R.Ward in Cincinnati 9/4/2016

D: Di chi parla il prossimo libro?
R: Xcor e Layla, e si chiamerà The Chosen

D: Le storie prendono una strada diversa dall'originale mentre le scrivi?
R: Mi scombussolano sempre. Quando penso che sta per accadere qualcosa, ecco che la storia vira e contraddice le mie aspettative.

D: L'anno scorso ci hai detto che Muhrder sarebbe ricomparso. Quando??? Quando tornerai a Nashville?
R: Tornerò a Nashville, ma non so se per un finesettimana. Dovrebbe essere intorno all'uscita di The Angel's Share (il prossimo libro della serie The Bourbon Kings).
Per quanto riguarda Muhrder, mi aspettavo che facesse la sua comparsa in questo libro. Uno dei problemi è che, quando comincio a scrivere un libro, non ho la più vaga idea di come si svolgerà la storia. Ma questa volta non mi sbilancerò. Vorrei promettervi che leggerete di lui in The Chosen, ma non posso.

D: Di chi parla il prossimo libro della serie Legacy?
R: Riguarderà Axe. Non avete ancora incontrato la sua protagonista. Ma ho sforato ma mi metterò subito al lavoro.

D: Scriverai una nuova Guida della Confraternita?
R: Ho problemi a seguire la scaletta già così com'è. Sono veramente piena di impegni da seguire. Ma dipende dal tempo. Abbiamo abbastanza libri e sufficienti informazioni. Bisogna solo trovare il tempo per programmarla.

D: Nel prossimo libro della serie The Bourbon Kings, The Angel's Share, scopriremo chi ha ucciso il vecchio?
R: Mmm... sì... forse... continuate a leggere.

D: Jo Early supererà la transizione nel prossimo libro?
R: Continuate a leggere.

D: La Vergine Scriba ritornerà un giorno?
R: Non posso rispondere.

D: Markus, lo schiavo di sangue, è un personaggio importante?
R: Io direi che ogni personaggio in un libro ha la sua importanza.

D: Eddie e Adrian (serie Fallen Angels) compariranno nei libri della Confraternita? Quando?
R: Sì, e per il quando dovete continuare a leggere.

D: Sai chi prenderà il posto della Vergine Scriba, li conosci?
R: Volete davvero prendermi per il @@@@? Si tratta di Lassiter.
D: Quando Vishous dice che ricorda il momento in cui vede il corpo senza vita di Jane nell'Audi distrutta, cioè, non ha senso, perché lei non è morta in un incidente d'auto. Quindi perché l'Audi era distrutta?
R: Già, perché Jane è morta in auto a causa di una ferita da arma da fuoco. (Ricontrolla il libro). Okay, è un errore del libro. Avrebbe dovuto dire "corpo distrutto" al posto di "Audi distrutta". A volte, le correzioni non superano la fase di editing e quindi non finiscono nel libro. Lo sistemerò, promesso.

D: s'Ex è un maschio?
R: Sì, e lo vedrete ancora.

D: È stata una tua scelta che Lassiter subentrasse alla Vergine Scriba?
R: Sarebbe stato magnifico, ma le storie non funzionano così. L'ironia non è fantastica?

D: Se potessi scegliere per te uno dei Fratelli, quale sarebbe?
R: È come avere una scatola di cioccolatini: perché sceglierne solo uno? Ma per me ne esiste uno soltanto, ed è Zsadist.

D: Perché nel libro non compare Boo?
R: Perché ogni volta che in libro c'è Boo, Lassiter indossa il costume di Borat e comincia a cantare "What's up, pussycat?". E questo non volevo metterlo nel libro.

D: Axe è parente di Nasa?
R: Continuate a leggere.

D: Lassiter troverà l'amore?
R: Lassiter avrà il proprio libro. È troppo stupendo per non averne uno tutto per sé.

D: Vedremo ancora Devina?
R: Devina tornerà, senza ombra di dubbio. E io penso che la coppia formata da Devina e Lash sarebbe esplosiva.  Quindiiiiiii...

D: Sembrano esserci delle discrepanze tra quello che sappiamo di Butch, Manny e il loro padre e quello di cui veniamo a conoscenza sul genitore di Jo Early.
R: Il loro padre ha una storia davvero intricata. Ci sono dei segreti che riguardano la madre Manny che non conosce neanche lui. L'età di Manny, e altre cose, non sono quelle che lui crede di conoscere. È stato nascosto tanto, e c'è una sorprendente parentela da parte di chi? Non si sa. Butch deve superare il trauma nei confronti della sorella che è morta, per cui ci sono tantissime variabili nella sua relazione con Jo. Ma per vederla ci vorrà ancora un po'.

D: Visto il modo in cui Lyric è stata resuscitata da Payne ben due volte, questo avrà effetti magici su di lei?
R: Payne sta perdendo l'abilità di resuscitare e guarire le persone. Io non penso che la Vergine Scriba avrebbe gravato uno dei suoi figli di quel fardello intendendolo come un gesto d'amore. Ma no, non mi aspetto che abbia degli effetti su Lyric.

D: Il Creatore ha rivelato a Lassiter quale sarebbe stato il suo destino?
R: No, credo che sia stata la Vergine Scriba a scegliere il proprio successore.

D: Qual era il ruolo di Vishous nella vita di Lassiter visto che alla fine si odiano l'un l'altro?
R: È molto complesso e intricato. Vishous ha avuto un peso nella perdita dell'amore della vita di Lassiter. Ma ci vorrà ancora un po' prima di poter leggere l'intera storia.

D: Lassiter ha un nome?
R: Sì, ma non ve lo dico.

D: In termini di tempo, quanto lontano riesci a vedere le tue storie? Vedi i loro figli, il futuro?
R: Di sicuro vedo il piccolo Wrath, Nalla e gli altri. Mi piacerebbe molto scrivere il libro di Nalla, ma questo significherebbe interrompere la linea temporale e fare un salto di trenta o quaranta anni nel futuro.

D: Saxton avrà il suo lieto fine?
R: Continuate a leggere.


D: La Vergine Scriba avrà il suo libro?
R: No. E neanche Fritz.

D: Marisol tornerà?
R: Sì.

D: Marisol è incinta?
R: Cosa? No! Sarebbe una sorpresa per tutti se lo fosse.

D: Quando sapranno che Lassiter subentra alla Vergine Scriba?
R: Il potere è stato trasferito. E lui sta aspettando il peggior momento per poterlo rivelare.

D: In Il Risveglio quando Wrath accetta di governare, qual è il favore che deve alla Vergine Scriba? E cambierà?
R: Continuate a leggere.

D: Blay e John Matthew entreranno a far parte della Confraternita?
R: Sì, ma non posso dire quando. La mia domanda è: inizieranno prima Payne? E come si organizzeranno con il suo essere femmina visto che la cerimonia si svolge mezzi nudi?

D: Quale sarà il prossimo libro della serie Legacy?
R: Si chiamerà Blood Vow. La protagonista è la sorella del cugino che è morto in Blood Kiss.

D: Allo scontro finale nella vecchia scuola, mi aspettavo che fossero presenti tutti i guerrieri, inclusi le Ombre, Xhex e Payne.
R: Payne è impegnata in qualcosa. Non l'ho vista in giro, quindi qualcosa bolle in pentola, ma non so cosa sia. Trez è depresso, non sta bene e ha bisogno di riprendersi. Penso che abbia passato un po' di tempo alla s'Hisbe per risolvere la situazione. Xhex è impegnata con i club.

D: C'era qualcosa di significativo nei vuoti di potere di Vishous?
R: Sì, c'è. Se avete notato, anche Payne si lamentava della debolezza dei propri, non legata alla nascita dei gemelli. Quindi sta per accadere qualcosa.

D: Il nome "Confraternita" cambierà, ora che ci sono anche femmine all'interno?
R: No, non credo. È una tradizione. Ma non dipende da me. Credete davvero che alle donne che sono lì dentro importi come viene chiamata?

D: Quando John Matthew verrà iniziato, lui avrà già una cicatrice. Dovranno fargliene un'altra?
R: Lo colpiranno di nuovo. È lui a volerlo per la storia e la tradizione della Confraternita del Pugnale Nero che c'è dietro. Non si affiderà al suo marchio di nascita.

D: Prima o poi verrà fuori che John Matthew è Darius?
R: Questa è una domanda che mi fanno in molti. Ma vi sfugge la risposta. C'era stato un patto e non importa se la Vergine Scriba non rivesta più il suo ruolo. Il nocciolo della questione è che lui ha barattato parte delle proprie facoltà. Non si possono riscrivere i ruoli solo perché la Vergine Scriba è sparita. Ma cambierebbe tutti i rapporti. Tohr non sarebbe più una figura paterna ma il suo migliore amico.

D: Il 90% della Lessening Society è stato fatto fuori e l'unico modo per sterminarla è eliminare l'Omega. Abbiamo già incontrato la persona o l'arma in grado di distruggerlo?
R: Continuate a leggere.

D: Assail parla di un fratello 
cattivo e una sorella. Li abbiamo già visti, o li vedremo?
R: Non li abbiamo visti, ma sono sicura che li vedremo. Credo che vivano ancora nel Vecchio Continente. Ma non ne sono sicura.

D: Ho appena letto il libro di Tohr. Non mi interessa degli spoiler. Leggeremo mai la storia passata di Darius?
R: Ne vedrete dei flashback durante la serie. Mi piacerebbe scrivere un paio di libri che parlano del passato per narrare la storia della Confraternita.

D: Novo avrà il suo libro?
R: Sì, ed è bisessuale. So con chi si metterà ma non è una femmina.

D: Assail avrà il suo libro?
R: Assail avrà sicuramente il suo libro.

D: Muhrder è lo zio di Bitty?
R: No.

D: Ehric ed Evale divideranno una compagna?
R: No, non credo. Se uno dei due fosse innamorato, non sopporterebbe la vista del fratello che scopa la sua compagna.

D: C'è un modo per redimedere Xcor agli occhi dei Fratelli?
R: Certo che c'è, e lo ha già fatto. È scritto nei libri. Pensateci.

D: Vedremo Aghony, il figlio di Phury, nei prossimi libri?
R: Sì, vedremo parecchio Aghony.

D: Come fai a distaccarti dalle tue storie e dai personaggi?
R: Non mi distacco.

D: Scopriremo cosa c'è nelle bare?
R: Sì.

D: Muhrder è il padre di Butch, Manny e Jo?
R: *J.R. Ward si allontana*

D: Butch e V staranno mai insieme?
R: Ci sono cose che dovrebbero restare a porte chiuse.

D: Marissa e Butch avranno dei figli?
R: Non li ho visti, ma non è escluso che li abbiano.

D: Havers avrà una compagna?
R: No. Non sopporto quello stupido, vorrei colpirlo alla gola.

D: Ci sono altri bambini in arrivo?
R: Non lo so.

D: Parlando de La Storia del Figlio, vedremo Michael entrare nella Confraternita?
R: Non so nulla di Michael, ma mi piace pensare che sua figlia potrebbe.

D: Puoi darci un accenno su come andrà la storia di Assail? E come rientra Sola in questa storia?
R: Assail sta passando una brutta settimana. Si sta disintossicando. Sola ha incontrato un tizio, ma Assail non lo sa ancora. Sì, alla fine Assail e Sola staranno insieme.

D: John Matthew, oppure Xhex, si vendicheranno del tale che ha violentato John quando era ancora pretrans?
R: Credo che il tizio abbia già fatto una brutta fine, ma vedremo.

D: Tutti i Fratelli hanno i loro fantasmi, ma Phury è quello che ha sofferto più di tutti.
R: È a causa della dipendenza. A un certo punto devi ripeterti: "O bere, o affogare". Il suo problema è diverso da quello di tutti gli altri. Phury è andato agli incontri di sostegno per chiedere aiuto, ma se lo paragoniamo ad Assail, che ha fatto la sua scelta per risolvere la dipendenza, dovete capire che non era Phury a essere diverso da lui, ma era la natura dei suoi problemi a esserlo.

D: Sembra che Assail sviluppi un legame immediato con lo schiavo di sangue che porta in salvo. È vero?
R: Vero al 100%.

D: Vishous sta perdendo i suoi poteri?
R: No, ma penso che quando sua madre ha optato per l'oblio ci sia stato un cambio nei poteri. E io voglio essere la prima a vedere Vishous quando realizza che Lassiter è subentrato alla Vergine Scriba. Se c'è un figlio di pu@@@na che non avrebbe mai voluto al comando, quello è Lassiter. Nessuno crederà alle sue parole, quindi ci sarà una prova definitiva.

D: Vedremo ancora Craig e Paradise in altri libri?
R: Sì, credo che li vedremo ancora.

D: La sorella di Throe è morta?
R: Non ho mai detto nulla al riguardo. Lui ha le ceneri, ma voi non le avete mai viste, vero?

D: Vedremo alcuni dei Fratelli originali in altri libri della serie Legacy?
R: Ne vedrete alcuni in Blood Vow. C'è un problema non chiarito con lo zio di Bitty. Che deve essere risolto prima della fine del sesto mese così si risolverà in Blood Vow.


domenica 20 marzo 2016



Carissimi!


Finora non ne avevo parlato e non per scaramanzia ma per mancanza di tempo, ma ora lo dico: domani uscirà CRUDELE COME IL SOLE, il mio primo romance contemporaneo.
E per l'occasione, il blog Crazy for Romance ha presentato la recensione in anteprima e ha indetto un giveaway: al vincitore andrà in regalo una copia cartacea del libro + il ciondolo, mentre al secondo classificato un bracciale + gli orecchini. Cosa aspettate a partecipare? 

Ah... già, avete ragione, non ne sapete nulla. Okay, ora vi do qualche news!





Credeva di poter ottenere tutto... 
Rampollo di una ricca famiglia milanese e proprietario dell'azienda Prism Light, Jacopo Maria Ferrante è un uomo arrogante e ambizioso. Nella vita non ha mai dovuto conquistare nulla ma ora combatterà per realizzare la sua vendetta. 

... ma la sua anima non era in vendita 
Quando Clizia Diamare scopre l'esoso debito contratto dal padre non immagina il prezzo del riscatto: per un anno sarà proprietà esclusiva di Jacopo, in ufficio e tra le lenzuola. 
Per preservare la gemella Elettra e salvare la pasticceria di famiglia e i suoi dipendenti, Clizia sarà costretta a trasferirsi a Milano alle dipendenze di un uomo che disprezza. Niente, però, può prepararla all'insana passione che la invade e che poco a poco si trasforma in un sentimento pericoloso e complesso. 

La resa spesso è una vittoria 
 Un uomo difficile, una donna risoluta, una vendetta da consumare, un contratto da onorare. Perché amore e odio sono due facce della stessa medaglia. 


E ora vorrete anche sapere CHI sono Jacopo e Clizia. Lo trovo giusto!


Aspetto i vostri commenti, amici miei. Un bacio a tutti.

Christiana V

sabato 6 febbraio 2016

Nuovo estratto di The Beast!





Mary inciampò in qualcosa - oddio, era un lesser a cui mancava un braccio -, continuò ad avanzare e fece un altro fischio. E un terzo...

La bestia si immobilizzò, l'addome che si contraeva al respiro affannoso, le scaglie violacee che brillavano nell'oscurità come se la creatura fosse collegata a una sorgente elettrica all'interno del corpo.

Al quarto fischio voltò la testa.

Rallentando il passo, Mary mise le mani intorno alla bocca. "Vieni qui! Andiamo, bello!"

Come se la bestia fosse solo il cane più grosso del mondo.

Il drago emise una specie di rombo e poi soffiò dalle narici, un rumore a metà tra una scorreggia e un jet che decolla.

"Vieni subito qui!" esclamò lei. "Lascialo perdere. Non fa per te..."


pag èunsegreto!


giovedì 3 dicembre 2015

INDICE BLOOD KISS

Capitolo 1 di BLOOD KISS di J.R. Ward


Capitolo 1


Palazzo delle Udienze del Re, Caldwell, New York

Certe promozioni avvenivano in privato.

Alcune di queste importanti tappe che conducevano al passaggio successivo nella vita non prevedevano tocchi e toghe, né orchestre che eseguivano la marcia "Pomp and Circumstance." Non c'era un palco da attraversare oppure un diploma da appendere al muro. Non c'erano neanche testimoni.

Alcune cerimonie erano contrassegnate dalla semplicità e dalla routine giornaliera, dalla banalità come un individuo che si allunga verso il monitor della Dell e accende il bottone blu nell'angolo in basso a destra. Un'azione quotidiana, ripetuta diverse volte in una settimana, in un mese, in un anno - eppure per un particolare caso, si verifica un grande divario tra il prima e il dopo.

Paradise, figlia diletta di Abalone, Primo Consigliere di Wrath, figlio di Wrath, padre di Wrath, Re di tutti i vampiri, era seduta alla scrivania del suo ufficio e fissava lo schermo del monitor ormai spento di fronte a lei. Fantastico. La notte che stava attendendo con ansia era quasi giunta.

Per la maggior parte delle ultime otto settimane, il tempo si era trascinato, ma nelle ultime due sere sembrava avere inserito il turbo. Adesso, dopo aver penato per settemila ore di attesa che la luna s'innalzasse in cielo, si sentiva come se volesse fare rallentare la giostra.

Il suo primo lavoro ormai faceva parte del passato.

Lanciò un'occhiata dall'altra parte della scrivania, spostò il telefono di appena un centimetro - poi riportò l'AT&T qualunque cosa fosse nella posizione iniziale. Sistemò la lampada di vetro Tiffany Dragonfly. Si assicurò che le penne blu fossero in un contenitore e le rosse in un altro. Passò il panno antistatico sulla superficie del monitor.

La sala d'attesa era vuota, le sedie rivestite di seta libere, le riviste ben allineate sui tavolini, delle bevande che erano state servite dai doggen a coloro che erano venuti quella sera non c'era alcuna traccia.

L'ultimo civile se n'era andato circa venti minuti prima. L'alba sarebbe sorta entro due ore. Nel complesso, era la normale conclusione di una notte di duro lavoro, il momento in cui lei e suo padre sarebbero rientrati nella villa di famiglia per godersi un buon pasto accompagnato da chiacchiere, programmi e rispetto reciproco.

Paradise si allungò in avanti e guardò oltre la soglia della sala d'attesa. Dall'altra parte dell'atrio le porte che conducevano in quella che precedentemente era stata la sala da pranzo erano chiuse.

Già, proprio una normale notte come tante tranne che per la riunione anormale che vi stava avendo luogo: appena l'ultimo appuntamento si era concluso, suo padre era stato convocato nella camera delle udienze, le cui porte erano state sigillate.

Lui era lì dentro con il Re e due membri della Confraternita del Pugnale Nero.

"Non fatemi questo" mormorò lei. "Non portatemelo via."

Paradise si alzò e cominciò a camminare per la stanza, riallineò le riviste, sprimacciò di nuovo i cuscini, si fermò davanti al dipinto a olio di un re francese.

Si voltò verso la soglia, fissò i pannelli chiusi della sala da pranzo e restò in ascolto del battito del proprio cuore.

Sollevò le mani e sfiorò i calli che aveva sui palmi. Non le erano venuti grazie al lavoro che aveva svolto in quella casa con suo padre e la Confraternita negli ultimi due mesi, organizzando le difficoltà di pianificazione e monitoraggio, le soluzioni e gli ulteriori approfondimenti. No, per la prima volta nella sua vita era stata in palestra. A sollevare pesi. A correre sui tapis roulant. A salire e scendere sulla StairMaster. Trazioni alla sbarra, flessioni, addominali. Esercizi al vogatore.

Prima di allora non sapeva nemmeno che tipo di attrezzo fosse il vogatore.

E tutto in funzione della notte successiva.

Presumendo che il gruppo di maschi nella Camera delle Udienze del Re non la stesse facendo fuori.

Il giorno seguente, a mezzanotte, si sarebbe dovuta unire a solo la Vergine Scriba sapeva quanti maschi e femmine in un posto segreto - dove lei avrebbe provato a entrare nel programma di addestramento per soldati della Confraternita del Pugnale Nero.

Era un buon piano - qualcosa che lei aveva deciso di perseguire, l'opportunità di essere indipendente e prendere a calci qualche culo, e provare a se stessa di valere più del suo pedigree. Qual era il problema? Le figlie dilette della glymera, addirittura di una delle Famiglie Fondatrici, non si addestravano per diventare soldati. Non maneggiavano pistole e coltelli. Non imparavano a combattere o a difendersi. Non sapevano neanche come fosse fatto un lesser.

Nemmeno li frequentavano i soldati.

Figlie come lei erano istruite nel ricamo, in musica classica e canto,  leggevano il galateo, e imparavano a gestire abitazioni immense piene di doggen. Da loro ci si aspettava che conoscessero il complicato calendario sociale e i cicli delle festività, ad aggiornare il guardaroba di tutto il necessario, e a riconoscere la differenza tra Van Cleef & Arpels, Boucheron e Cartier. Vivevano da recluse, erano protette e  adorate come veri e propri gioielli.

L'unico pericolo che era loro concesso? Mettere al mondo dei figli. Con un hellren scelto dalle loro famiglie per garantire la santità della discendenza.

Era un miracolo che suo padre le avesse concesso di partecipare al programma.

La prima volta che gli aveva mostrato il modulo non era stato per niente d'accordo - ma aveva cambiato idea consentendole di aderire al programma. Gli assalti che erano avvenuti un paio di anni prima, in cui così tanti vampiri erano stati assassinati dalla Lessening Society, avevano dimostrato quanto la città di Caldwell, nello stato di New York, potesse essere pericolosa. E lei gli aveva detto di non voler uscire e combattere in guerra. Voleva solo imparare a difendersi.

Una volta messa in termini di sicurezza? Ecco dove suo padre aveva cambiato registro.

La verità era che lei voleva qualcosa che fosse solo sua. Un'identità che non provenisse dal diritto di nascita.

E poi Peyton le aveva detto che non poteva farcela.

Perché lei era una femmina.

Fanculo!

Paradise controllò di nuovo le porte chiuse. "Andiamo..."

Andando avanti e indietro, si spinse nell'atrio, ma non si avvicinò troppo a dove i maschi erano riuniti - come se potesse portare male.

Dio, di cosa stavano parlando là dentro?

Di solito il Re se ne andava subito dopo l'ultima udienza della notte. Se lui e la Confraternita avevano delle questioni private di cui discutere oppure roba riguardante la guerra, se ne sarebbero occupati nella residenza della Prima Famiglia, un luogo così nascosto che perfino suo padre non era mai stato invitato ad andarci.

Per cui... già, la discussione riguardava lei.

Tornò nella sala d'attesa, andò alla scrivania e contò le ore in cui ci era seduta. Aveva avuto il lavoro solo un paio di mesi prima, ma le piaceva - fino a un certo punto. In sua assenza, ipotizzando che fosse ammessa al programma di addestramento della Confraternita, una sua cugina avrebbe preso il suo posto, e lei aveva trascorso le ultime sette notti a istruirla, spiegandole le procedure che Paradise utilizzava, assicurandosi che il passaggio di testimone scivolasse liscio come l'olio.

Si sedette di nuovo, aprì il cassetto centrale e tirò fuori il suo modulo d'iscrizione - come se in qualche modo bastasse a rassicurarla che tutto si sarebbe ancora fatto.

Tenendo il foglio tra le mani, si chiese chi altro ci sarebbe stato all'orientamento il giorno successivo... e pensò a un maschio che si era presentato alla casa delle udienze in cerca di un modulo d'iscrizione stampato.

Alto, spalle ampie, dalla voce profonda. Indossava un cappellino dei Syracuse e un paio di jeans consunti.

La comunità dei vampiri era piccola e lei non lo aveva mai visto prima - ma forse si trattava di civile? Il che rappresentava un ulteriore cambiamento nel programma di addestramento. Prima di allora, solo i maschi dell'aristocrazia venivano invitati a unirsi alla Confraternita.

Le aveva detto il suo nome, ma non aveva voluto stringerle la mano.

Craeg. Era tutto ciò che sapeva di lui.

Non era stato sgarbato, anzi. Infatti l'aveva spinta a compilare il modulo.

Era stato anche... attraente in un modo che l'aveva sconvolta - al punto che lei aveva atteso settimane che le riportasse indietro il modulo. Non lo aveva fatto. Forse lo aveva scannerizzato e lo aveva inviato via mail.

O forse, dopotutto aveva deciso di non provare a entrare nel programma.

Era folle sentirsi irritata dalla possibilità di non poterlo rivedere.

Quando il suo cellulare trillò, Paradise trasalì e lo afferrò. Era Peyton. Di nuovo.

Lo avrebbe visto al corso di orientamento la notte successiva - ed era più che sufficiente. Dopo il litigio riguardante la sua partecipazione al programma, lei aveva dovuto fare un passo indietro.

D'altronde, se la Confraternita avesse preso una posizione ferma con suo padre? L'indignazione morale provata nei confronti del ragazzo sarebbe stata una questione fine a se stessa. Ma andiamo, alle femmine era concesso iscriversi.

Il problema era che lei non era una femmina "normale".

Per l'amor del cielo, non aveva idea di cosa avrebbe fatto se suo padre si fosse rimangiato tutto. Di sicuro la Confraternita non avrebbe aspettato l'ultimo secondo per negarle la possibilità di partecipare.

Giusto?

*    *    *


Dall'altra parte della città, Marissa, shellan del fratello della Confraternita del Pugnale Nero noto come Dhestroyer, alias Butch O'Neal, era seduta dietro la sua scrivania al Porto Sicuro. Quando la sedia scricchiolò, lei batté la penna Bic sul calendario sul piano e spostò la cornetta del telefono da un orecchio all'altro.

Interrompendo il flusso incessante di parole, lei esclamò, "Beh, ovviamente apprezzo l'invito, ma non posso -"

La femmina dall'altra parte della linea non si perse d'animo. Continuò semplicemente a parlare, l'intonazione aristocratica che risucchiava tutta la banda larga - fino a che fu un miracolo che l'intera provincia non avesse sofferto di un calo di tensione elettrica. "... e di certo comprenderà perché abbiamo bisogno del suo aiuto. Questo è il primo Festival Danzante del Dodicesimo Mese che sarà celebrato da quando sono avvenuti gli attacchi. In quanto shellan di un Fratello, e membro di una Famiglia Fondatrice, sarebbe perfetta per presiedere l'evento -"

Senza concederle una ulteriore opportunità, Marissa la interruppe, "Sono certa che già ne sarete al corrente, ma ho un lavoro che mi occupa a tempo pieno come direttrice del Porto Sicuro e -"

"... e suo fratello dice che lei sarebbe un'ottima scelta."

Marissa tacque.

Il suo primo pensiero fu che lei trovò enormemente spiacevole che Havers, il medico della razza e il suo molto, molto, molto lontano parente più prossimo, avesse raccomandato lei per qualcos'altro che non fosse una morte prematura. Suo fratello minore era più il tipo da macchinazioni... quanto tempo era passato dall'ultima volta che gli aveva parlato? Due anni? Tre? Non da quando l'aveva sbattuta fuori dalla loro casa solo cinque minuti prima che sorgesse l'alba, quando aveva scoperto che lei era interessata a un semplice essere umano.

Che poi si era rivelato essere un cugino di Wrath e l'incarnazione del leggendario Dhestroyer.

Quindi adesso vado bene, sentì nella sua testa.

"Per cui lei deve presiedere l'evento" concluse la femmina. Come se avesse concluso un affare.

"Deve perdonarmi." Marissa si chiarì la gola. "Ma mio fratello non è nella posizione di proporre il nome per nessun evento, non ci vediamo da moltissimo tempo."

Quando l'intero totale silenzio arrivò dall'altra parte del telefono, Marissa decise che avrebbe dovuto lavare i panni sporchi della sua famiglia in pubblico dieci minuti prima. Si supponeva che i membri della glymera osservassero un rigido codice di comportamento -  e esporre l'immensa frattura nella sua famiglia, anche se ben nota, era un qualcosa che semplicemente non andava fatto.

Molto più appropriato che gli altri ne parlassero sottovoce alle tue spalle.

Sfortunatamente, la femmina recuperò in fretta e cambiò tattica. "In ogni caso, è di vitale importanza per tutti i membri della nostra razza ripristinare i festival -"

Qualcuno bussò alla porta del suo ufficio e Marissa voltò la testa. "Sì?"

"All'altro capo della linea, la femmina esclamò, "Magnifico! Può venire nella mia villa -"

"No, no. C'è qualcuno che ha bisogno di me." Alzò la voce. "Avanti."

Nel momento in cui vide l'espressione sul viso di Mary, imprecò. Nessuna buona notizia. La shellan di Rhage era una professionista esperta, quindi cosa era successo perché avesse quella faccia? Era davvero un problema -

Era sangue quello sulla sua camicia?

Marissa abbassò il tono e mise da parte la diplomazia. "La mia risposta è no. Il lavoro richiede tutto il mio tempo. Inoltre, se è così infervorata, dovrebbe essere lei ad accettare il compito. Addio."

Rimise la cornetta al proprio posto e si alzò in piedi. "Cosa succede?"

"Abbiamo un caso che necessita di cure mediche immediate. Non riesco a trovare né la dottoressa Jane né Ehlena da nessuna parte. Non so cosa fare."

Marissa girò attorno alla scrivania. "Dov'è lei?"

"Di sotto."

Entrambe scesero le scale di corsa, Marissa in testa. "Come è arrivata qui?"

"Non ne ho idea. Una delle telecamere di sicurezza l'ha inquadrata sul prato, si trascinava."

"Cosa?"

"Il cellulare mi ha avvisato con un segnale e sono corsa fuori con Rhym. L'abbiamo portata nel salotto."

Svoltando l'angolo, Marissa scivolò su uno dei tappeti...

Si fermarono entrambe.

Quando vide in che condizioni era la donna sul divano, portò la mano alla bocca. "Oh, buon Dio..." sussurrò.

Sangue. C'era sangue ovunque, scorreva sul pavimento in rivoli, gocciolava dall'asciugamano bianco premuto sulle ferite fino a formare una pozza sotto uno dei piedi della donna sulla moquette.

La ragazza era stata picchiata così brutalmente che non c'era modo di identificarla, i lineamenti erano talmente gonfi che, se non avesse avuto i capelli lunghi e la gonna strappata, non se ne sarebbe potuto identificare il sesso. Un braccio era chiaramente lussato, l'arto pendeva dalla spalla... e aveva un'unica scarpa con il tacco alto, i collant lacerati.

Il respiro era laborioso, parecchio affaticato. Come un rantolo nel petto, come se stesse soffocando nel suo stesso sangue.

Rhym, supervisore all'accettazione, sollevò lo sguardo dalla sua posizione accovacciata vicino al divano. Con le lacrime agli occhi, mormorò, "Non credo che riuscirà a sopravvivere. Come può..."

Marissa dovette ricomporsi. C'era un'unica opzione. "La dottoressa Jane ed Ehlena sono entrambe irraggiungibili?" chiese con voce aspra.

"Ho provato alla magione," rispose Mary. "Alla clinica. Ai cellulari. Due volte a tutti i numeri."

Per un istante, Marissa fu terrorizzata di ciò che quella situazione poteva significare per la propria vita. I Fratelli avevano problemi fisici? Butch stava bene?

Durò solo un attimo. "Dammi il tuo telefono - e porta le residenti nella dependance di Wellsie. Voglio che siano tutte lì qualora dovessi far entrare un maschio."

Mary le lanciò il cellulare e annuì. "Vado."

Il Porto Sicuro era esattamente quello - un posto protetto in cui le femmine vittime di violenza domestica e abusi trovavano rifugio e si riprendevano con i loro figli. E dopo che Marissa aveva trascorso infiniti e inutili secoli nella glymera, essendo nulla se non la promessa sposa rifiutata dal Re, aveva trovato il suo posto lì, al servizio di chi aveva subito abusi verbali, o peggio, torture orrende.

Lì non era consentito l'accesso ai maschi.

Ma per salvare la vita di quella femmina, lei avrebbe infranto quella regola.

Rispondi al telefono, Manny, pensò al primo squillo. Rispondi al maledetto telefono...





martedì 10 novembre 2015

Estratto di Blood Kiss di J.R. Ward

Nuovo estratto della Zietta, gente, e stavolta si tratta nientepopodimeno che di Blood Kiss, primo volume della serie spinoff parallela della Confraternita del Pugnale Nero in old paranormal style!
Vi chiedo scusa se ho tardato, ma a causa dei millemila impegni, me l'ero perso. Eccolo qui!



Butch si trovava nel grande atrio della magione quando, aggrottando la fronte, guardò il cellulare. Aveva controllato l'ora sull'Audemars Piguet che aveva al polso circa tre minuti prima, e aveva capito che il suo Samsung, o qualunque cazzo di marca fosse, poteva dargli una risposta che lo avrebbe fatto vivere meglio.

Negativo.

Era la settima chiamata che inviava a Marissa a cui non riceveva risposta. Proprio come le altre sei.

In lontananza, i rumori dell'Ultimo Pasto che veniva consumato venivano fuori dalla sala da pranzo.

Senza alcun motivo in particolare, pensò alla prima notte in cui aveva ascoltato quel genere di rumori. Era accaduto oltre quella che adesso era sala adibita alle udienze. Era un detective della omicidi allora, fuori controllo e alla ricerca di una fonte di immolazione totale in modo da chiudere per sempre con la vita.

E poi era arrivata la tana del Bianconiglio.

Beth ci era scivolata dentro per prima, grazie all'eredità mista metà umana e metà vampiro succhiasangue insita in lei. Il suo ingresso, invece, era stato qualcosa di completamente diverso...

Se avete intenzione di far sanguinare l'umano, sareste così cortesi da spostarvi nel cortile sul retro? aveva chiesto Fritz ai Fratelli.

«Le hai parlato?»

Butch chiuse gli occhi al suono di quella familiare voce maschile. Anche se non era neanche lontanamente vero, a volte sentiva come se il borbottio aspro di Vishous gli fosse stato in testa per tutta la vita.

«No» esclamò Butch. «Non risponde... qualcosa non va.»


Blood Kiss, pag. 25-26

venerdì 9 ottobre 2015

Primo estratto The Beast!

Mary si era sollevata sulla punta dei piedi e si era appoggiata al bordo del cassettone mentre cercava di infilare un orecchino con la perla nel suo lobo e mancava il foro. Con la testa inclinata da un lato, i capelli castano scuro le scivolarono oltre la spalla, e cavolo, a lui venne voglia di accarezzarglieli. E lui sapeva bene che non erano l'unica cosa su cui voleva mettere le mani.

La linea decisa della mascella catturò e trattenne la luce dell'applique di cristallo sul muro, la camicetta di seta color crema le avvolse il seno con sinuosi drappi e i pantaloni attillati che scendevano fino alle scarpe dal tacco basso. Sul viso non c'era alcun trucco. Non indossava profumo.

Ma sarebbe stato come toccare la Gioconda o colpire un cespuglio di rose con il Febreeze.

C'erano centinaia di migliaia di modi per descrivere gli attributi fisici della sua compagna, e non un'unica frase, o addirittura un intero libro, che potesse solo avvicinarsi a esprimere la sua presenza.

Lei era l'orologio al suo polso, il roast beef quando moriva di fame, e la caraffa di limonata quando aveva sete. Lei era la sua cappella e il suo coro, la catena montuosa su cui soddisfare la sua voglia di viaggiare, la biblioteca per la sua curiosità e ogni alba e tramonto che ci sia mai stato o che potrebbe mai esserci. Con uno sguardo o la semplice sillaba di una parola, lei aveva il potere di trasformare il suo umore, facendogli spiccare il volo anche se i suoi piedi rimanevano piantati a terra.

Con un solo tocco, lei poteva incatenare il suo drago interiore, o farlo venire prima che fosse completamente duro per lei. Era tutta la potenza dell'universo fusa in una creatura vivente che respirava, il miracolo che gli era stato concesso, nonostante fosse stato a lungo indegno.

Molto semplicemente, Mary era la sua vita.

Sì... anche dopo tutto questo tempo, era ancora pazzo di lei.


The Beast, pag. 8

martedì 6 ottobre 2015

HABEMUS BONA COVER!

Consorelle ci siamo!!!


Non c'è ancora una data, è vero, ma abbiamo una cover non c'è male, stavolta.
Anche se... a me non sembra troppo di colore! Vero???

martedì 15 settembre 2015

Capitolo 17 di THE SHADOWS di J.R. Ward



Capitolo 17



Trez si trovava in un angolo della stanza d'ospedale di Selena, e si sentiva... merda, completamente con le spalle al muro.

Non voleva essere arrabbiato con la femmina. Per l'amor del cielo, era quasi morta di fronte a lui.

«Cosa c'è?» chiese lei. «A cosa stai pensando?»

La buona notizia era che lui aveva osservato, negli ultimi venti minuti o giù di lì, come avesse ripreso il suo colorito, come i suoi occhi adesso fossero acuti, come il suo corpo, sebbene ancora rigido, fosse molto più vicino alla normalità.

La cattiva notizia era quella sua piccola dissertazione riguardo alla natura della sua dipendenza dal sesso, e con il fatto che stava cercando di comportarsi bene con lei, era una storia che non voleva proprio sentire. E pregò Dio affinché lei lasciasse cadere l'argomento.

«Selena, credo che tu abbia bisogno di riposare.»

«Non provare a distrarmi, Trez.»

Trez si passò la mano sulla testa. Avrebbe voluto avere i capelli lunghi fino al culo come Wrath giusto per avere qualcosa da tirare. «Guarda, non mi va di discutere con te.»

«Allora dimmi che mi sbaglio. Anche se non credo. Ma di' qualcosa. Qualunque cosa.»

Trez fece una smorfia e scosse la testa. «Adesso devo andare e-»

«Trez-»

«No, non ne parleremo.»

«Perché? Se avessimo un migliaio di notti, cosa vuoi che sia una conversazione imbarazzante.»

«Questo è molto più che imbarazzante, tesoro.» Dio, poteva sentire la rudezza nella sua stessa voce. L'incalzare del suo corpo. «Sì, credo che tornerò-»

«Sarà ancora qui quando ritornerai.» Lei fece un cenno con la mano tra di loro, e per un istante, fu così maledettamente grato per il movimento che dimenticò di cosa stavano parlando. «Lo stare distanti non aiuterà quello che c'è tra di noi.»

Il suo cuore cominciò a battere. Come se lui avesse paura o qualche stronzata simile.

Ma non era quello che stava accadendo.

Davvero. Per niente.

«Cosa vuoi che dica?» mormorò lui. «Dammi le parole e il tono e lo farò. Farò qualunque cosa purché questo discorso si chiuda.»

«Cosa non mi stai dicendo?»

«Niente.»

Una lunga pausa. «Va bene» concluse lei, sconfitta.

Oh, perfetto. Quello lo faceva sentire davvero mooooolto meglio.

Come avevano fatto a percorrere la distanza dal sollievo ,alla sua sopravvivenza, a tutta questa tensione così in fretta?

Non aveva intenzione di dirle la novità dalla s'Hisbe. Selena aveva abbastanza preoccupazioni di suo e lui non voleva aggiungere anche che, da un momento all'altro, il boia della Regina sarebbe arrivato per metterlo in catene e trascinarlo di nuovo al Territorio.

«Selena, ascolta...» Trez scosse la testa. «Sono imbarazzato per quello che ho fatto con tutti quelle umane? Assolutamente sì. Ho dei rimpianti? In ogni istante della giornata. Se credo di essere corrotto? Secondo la mia cultura, sono completamente rovinato. Ma è necessario che tu sappia  che, a volte, una troia è solo una troia. Una puttana non è nulla più di una puttana. Mi è stata data un'opportunità e non ho saputo sfruttarla diversamente.»

Trez distolse lo sguardo, seguendo le assi del pavimento con gli occhi.

Il silenzio si fece più forte di un urlo.

«Credo che tu abbia ragione» constatò lei.

Trez sospirò di sollievo. Grazie a Dio se la sta bevendo-

«Hai bisogno di andartene.»

«Che cosa?»

«Fino a quando non sarai onesto, penso che tu abbia bisogno di stare lontano. Perché o stai mentendo a te stesso, o stai mentendo a me. In entrambi i casi, è necessario - come direbbero i Fratelli - che tu rimetta ordine tra la tua merda.»

Trez scosse la testa. «Già. Cavoli. Non me ne ero accorto.»

«Neanche io.»

«D'accordo. Allora. Okay.»

Quando lei si limitò a fissarlo, nella stanza venne risucchiata via tutta l'aria. Almeno per quanto lo riguardava.

Trez si schiarì la gola. «Cazzo... allora me ne vado.»

Lui preferì uscire dalla porta che conduceva nel corridoio piuttosto che correre il rischio di incrociare la dottoressa Jane ed Ehlena in quella stanza visite.

Già, come se sentisse il bisogno di avere un pubblico. Grazie al cielo iAm se n'era andato a controllare lo shAdoWs, l'Iron Mask e il Sal. In quel momento suo fratello era l'ultima persona che voleva intorno.

Muovendosi in fretta, proseguì lungo il corridoio e si fermò davanti alla porta a vetri dell'ufficio. Quando non sentì alcuna voce, Trez sbirciò all'interno. Vuoto.

Bene.

Attraversò l'armadio delle scorte e uscì nel tunnel senza intoppi, e corse giù lungo la scalinata. Inserì i codici. 
Eseguì i passaggi. La porta sotto le scale venne aperta senza alcun rumore.

Il ronzio di un aspirapolvere in funzione nella biblioteca non era una sorpresa. Ma la mancanza di Fratelli in giro per la magione sì. Normalmente, a quell'ora della notte, quelli che erano di riposo si rilassavano nella sala da biliardo, guardando la TV, giocando a biliardo e bevendo quel che capitava.

Approfittò della situazione da città-fantasma e si diresse al bar. Non appena si avvicinò al ripiano superiore, Trez si fermò un momento per considerare le sue opzioni e infine ha scelse una Woodford Reserve. E la Grey Goose. E una bottiglia di chardonnay che se ne stava lì, a temperatura ambiente, sul bancone di granito.

Come se davvero gliene fottesse un cazzo di quello che beveva.

Salire l'immenso scalone fu una sciocchezza, e non fu sorpreso di trovare lo studio del Re vuoto perché Wrath trascorreva la maggior parte delle sue notti a incontrare i civili. Svoltando verso la galleria delle statue, superò il pavimento di marmo e aprì la porta delle scale che lo avrebbero condotto al terzo piano.

Le camere dalla suite della Famiglia Reale erano nascoste dietro a una porta blindata, ma la sua stanza e quella del fratello erano in bella vista, solo due normali porte affiancate.

Nonostante la discussione con Selena, lui non aveva intenzione di correre al Commodore. Voleva trovarsi sul posto qualora lei...

Già.

Chiudendosi a chiave in camera, poggiò i suoi tre nuovi migliori amici sul comodino e accese la lampada. Le tende di velluto erano tirate e le lasciò in quel modo mentre si avviava in bagno, sparpagliando i vestiti lungo il tragitto. Con una manovella del soffione, aprì l'acqua e fece attenzione a lasciare le luci spente.

Non aveva motivo di incontrare i propri occhi nello specchio.

Aspettò che tutte le superfici si appannassero con il vapore prima di entrare nella enclave di marmo. Aveva una quantità più che sufficiente di cose che lo mettevano a disagio, grazie tante.

Sapone - ovunque. Risciacquo - ovunque. Shampoo - sulla testa, seguito dal balsamo. Rasoio - lungo la mascella, il mento, le guance.

Poi venne il momento di liberarsi dell'asciugamano e ficcarsi nudo nel letto.

Si mise sotto le coperte per abitudine, il suo cervello che controllava meticolosamente tutta quella confusione mentale, solo la pratica comune lo guidava verso un luogo e una situazione in cui poteva ubriacarsi orizzontalmente.

Svitò il tappo della Grey Goose, ne ingollò una buona sorsata e digrignò i molari non appena il fuoco gli attraversò la gola e gli incendiò il ventre come il Fenway Park (lo stadio di Boston che ospita la squadra di baseball dei Red Sox).

Come avrebbe detto V.

Come diavolo aveva fatto a concludere la notte in quel modo?


*    *    *



iAm non aveva intenzione di perdere tempo allo shAdoWs, all'Iron Mask o al Sal. Fanculo. C'era personale a sufficienza e più che competente in tutti e tre per occuparsi degli affari. Aveva appena detto a suo fratello quella menzogna perché non voleva che Trez andasse ancora di più fuori di testa.

Materializzandosi sulla terrazza del loro appartamento, iAm diede un'occhiata all'orologio e poi entrò. Passando da un ambiente all'altro, accese alcune luci, controllò il frigorifero, anche se sapeva che non c'era granché, e curiosò nei pensili.

Non mangiava da... dalla sera prima al Sal, in effetti. E non si nutriva da... merda, non sapeva più da quanto tempo.

Probabilmente avrebbe dovuto occuparsene, ma come sempre, nutriva poco interesse per una vena. Non che non apprezzasse e rispettasse l'Eletta che aveva servito lui e suo fratello. A lui non piaceva tutta l'intera faccenda del succhiare dai polsi di qualcuno che era un estraneo.

Già, già, il dovere, qualunque cosa fosse.

Suppose di essere molto più Ombroso di suo fratello.

Nella loro cultura, qualunque cosa di fisico come quella era considerata sacra. Il che era uno schifo, perché la necessità biologica lo costringeva a nutrirsi probabilmente sei volte l'anno, e ogni volta che lo faceva, era un esercizio di autodisciplina - e non perché volesse scoparsi chiunque si prestasse alla pratica.

Lui era, a scapito della sua maturità, ancora vergine.

Incolpava il celibato per quello schifo con Trez e gli insegnamenti e le tradizioni della sua specie, che a volte lui stesso si sentiva di prendere un po' troooooppo seriamente-

Accidenti. Si sentiva talmente ferito che stava parlando da solo.

Di merda che conosceva già.

Il che non era nemmeno interessante.

Gironzolò per l'appartamento. Guardò l'orologio di nuovo e poi guardò il terrazzo. Dove cazzo era -

«Sei tu?»

iAm si voltò alla voce maschile che veniva dalle camere da letto. A grandi passi lungo il corridoio, imbracciò la sua calibro 40, ma visto il tono della voce non sarebbe dovuto essere un problema.

E infatti, non appena svoltò l'angolo in quella che era stata la sua stanza, trovò s'Ex steso sul letto, le lenzuola ammucchiate attorno al suo corpo nudo, una bottiglia doppio formato di Ciroc accoccolata tra le braccia come fosse un neonato.

«Pensavo fossi in lutto» esclamò iAm, mettendo da parte la pistola.

«Lo sono.» s'Ex sollevò la bottiglia mezza vuota. «Questo è il mio Kleenex.»

«La Regina non richiede la tua presenza sul Territorio?»

«Non proprio.» Il maschio attraversò l'aria con un gesto secco della mano. «Troppo imbarazzante. Vado bene per scopare a porte chiuse, ma sotto il sole? Non va per niente bene. Naturalmente, tutto sarebbe stato perdonato se le carte fossero state giuste. Ma non è così.»

iAm si appoggiò allo stipite della porta e incrociò le braccia. «Per quanto tempo hai stato qui?»

«Da quando te ne sei andato - era la notte scorsa? C'è bisogno di più di liquori qui. Quando puoi portarli? E voglio un po' femmine.»

Il primo istinto di iAm era quello di dire al tizio di andare a farsi fottere. Naturalmente. Ma aveva bisogno di qualcosa dal bastardo.

«Posso fare in modo che accada» disse.

s'Ex chiuse gli occhi e ruotò il bacino sotto le lenzuola. «Quando.»

«Prima devi fare qualcosa per me.»

Quelle palpebre si sollevarono lentamente, un luccichio negli occhi neri. «Non è così che funziona.»

«Al momento attuale, sì.»

«Vaffanculo.»

«Vaffanculo tu.» iAm tenne lo sguardo fermo. «Ho bisogno di entrare a palazzo.»

s'Ex chiuse la bocca. Poi sollevò l'enorme busto in verticale, le coperte scivolarono giù, raccogliendosi alla vita. Nella luce proveniente dal bagno, i tatuaggi che coprivano ogni centimetro della sua carne brillavano come simboli fluorescenti contro la pelle scura.

«Non è quello che pensavo avresti detto» mormorò. «Non senza una pistola alla testa.»

«Quello che mi serve da te è la garanzia di venirne fuori.»

«Quindi hai intenzione di rubare qualcosa.»

«Voglio solo l'accesso alla biblioteca.»

«C'è un sacco di lettura ricreativa qui fuori nel mondo umano.»

«E ho bisogno di andarci adesso.»

s'Ex lo fissò per un po'. E poi sbadigliò come un leone, le grandi zanne balenarono dalla mascella spalancata.

«Ora» sbottò iAm.

«Il palazzo è chiuso per lutto.»

«Tu sei uscito.»

s'Ex emise un suono vago. «Che tipo di informazioni stai cercando?»

«Non è rilevante per i tuoi scopi.»

«Col cazzo che non lo è.»

«Guarda, ho bisogno di andarci adesso e devo tornare prima dell'alba. Questa è un'emergenza. Non ti sto chiedendo l'impossibile.»

s'Ex aggrottò la fronte. «Come ho già detto, il palazzo è chiuso.»

«Allora mi farai entrare di nascosto.»

«Perché cazzo pensi che ti aiuterò?»

iAm sorrise freddamente. «Fammi entrare e uscire e fotterai per bene quella tua Regina.»

«La nostra. E se voglio scoparmela, non devo fare altro che scivolare nel suo letto.»

«Pensi ancora di poterlo fare adesso?»

«Non farti un'idea romantica di me» esclamò s'Ex cupo.

iAm si strinse nelle spalle. «Come ti pare. La conclusione è che non avrai più Trez a quel punto. Devo cercare di aiutarlo.»

Se Selena fosse morta? Lo avrebbero perso tutti. Merda, tutto quello che iAm doveva fare era pensare a suo fratello che schizzava fuori da quella sala visite, di corsa nel corridoio con una pistola alla tempia, pronto a premere il grilletto.

s'Ex lo fissò più a lungo. «Che diamine sta succedendo?»

«Te lo renderò più chiaro. I tuoi interessi e i miei sono gli stessi. Io non voglio mio fratello morto e nemmeno tu. Combatteremo contro quello che gli sta accadendo alla fine di tutto questo, ma adesso? Hai bisogno di me per fargli superare una certa crisi.»

«Definisci crisi

iAm distolse lo sguardo. «Qualcuno che gli è vicino è malato.»

«Però non si tratta di lui.»

«No.»

«Tu?»

«Ti sembro malato?» iAm incontrò di nuovo gli occhi del boia. «Guarda, sia tu che io abbiamo un problema di gestione con lui. Pensi che mi piaccia fidarmi di te? Se ci fosse una qualsiasi altra opzione, la prenderei. Ma come tu sai in prima persona, bisogna fare i conti con ciò che la vita ti dà. E io ho bisogno di entrare in quella maledetta biblioteca.»

La s'Hisbe aveva lunghi e illustri trascorsi come guaritori. E poiché le Ombre erano, come i symphath, un ramo evolutivo dei vampiri, sembrerebbe logico pensare che questa malattia definita l'Arresto potesse essersi palesata a un certo punto nel passato della sua razza - se così fosse, di sicuro era in quella biblioteca.

Se fossero stati fortunati, i guaritori potrebbero avere trovato un qualche tipo di trattamento - a quel punto, il secondo passo sarebbe stato l'estesa camera blindata farmaceutica della s'Hisbe. Le Ombre erano state capaci di sintetizzare farmaci da piante e materiale animale per secoli, titolando tutti i tipi di composti per affrontare malattie e disturbi - e come con la tenuta dei registri, i guaritori erano meticolosi circa i loro tentativi e studi.

La sua gente aveva portato il razionalismo nella medicina molto prima che gli umani respingessero il misticismo e abbracciassero il pensiero scientifico.

Forse c'era speranza. Doveva scoprirlo.

«Non voglio fare affidamento su di te» disse iAm con voce rude. «Ma devo. Proprio come tu farai questa cosa per me se vuoi avere la possibilità che Trez obbedisca. Sarà morto nel giro di un'ora se quella femmina muore.»

«Femmina?» Quando iAm tacque, s'Ex imprecò. «Voi due siete proprio due enormi rompicoglioni, lo sai?»

«Provo la stessa cosa per te e la tua Regina.»

«La nostra. Sei un membro della s'Hisbe, non importa dove hai scelto di vivere.»

Ovviamente, era stata una stronzata totale quella su Trez che tornava al Territorio e che obbediva a quella sua carta astrologica. Non sarebbe mai accaduto. Ma iAm doveva usare qualsiasi leva a disposizione, e probabilmente s'Ex abbastanza era abbastanza ubriaco da non guardare troppo da vicino la motivazione che aveva adotto.

E sai cosa? Aveva funzionato.

Con un'imprecazione, l'enorme maschio allontanò le coperte e si alzò in piedi - e per un momento, iAm si soffermò su quei tatuaggi. Cristo. La carne del boia era coperta dalla gola alle caviglie, da spalla a polso, da simboli bianchi, gli unici posti in cui la pelle era pulita erano il ​​volto, il cazzo e le palle. Persino iAm ne fu impressionato. L'"inchiostro" era in realtà un veleno che scoloriva la pelle. La maggior parte dei maschi si vantava di sopportare il dolore e l'infezione dovuta a un piccolo simbolo delle loro famiglie sulla spalla o il nome della propria compagna sul cuore.

Il fatto che s'Ex avesse vissuto tutto ciò era la conferma visibile che lui era un duro. O uno psicopatico masochista.

Lasciando che il tizio si vestisse, iAm andò nella zona giorno. Quando si avvicinò alle porte scorrevoli di vetro, lasciò scivolare lo sguardo sul paesaggio notturno di Caldwell: l'illuminazione punteggiata distribuita in modo casuale nei grattacieli, le linee gemelle del rosso dei fanali posteriori e del bianco dei fari che abbracciavano le curve del fiume Hudson, uno o due aerei che lampeggiavano ben sopra l'orizzonte.

Dentro e fuori, si disse. Ecco come doveva essere.


E se davvero esisteva un Dio, iAm sarebbe riuscito a  trovare qualcosa che avrebbe aiutato Selena.