mercoledì 24 aprile 2013

Traduzione Capitolo 5 di Lover at Last di J.R.Ward


Lover at Last

5

Mentre Qhuinn stava fermo nel vento forte a guardare Blay agganciare l'Hummer al carro attrezzi, la neve cadeva leggera sui suoi stivali, oscurando col suo silenzioso e soffice peso la superficie di quelle scarpe dalla punta d'acciaio.
Abbassando lo sguardo, pensò vagamente che se fosse rimasto dov'era abbastanza a lungo, sarebbe stato completamente coperto dalla neve, dalla testa ai piedi.
Che dannata cosa strana era venuta in mente al suo cervello.
Il ruggito del motore del carro attrezzi gli fece alzare la testa, i suoi occhi seguirono l'argano che trainava l'auto rovinata dal banco di neve.
Era Blay a muovere la leva, il maschio stava di lato, controllando con attenzione la velocità nell'estrarla in modo che non ci fosse troppo stress per i componenti meccanici di quella produzione automobilistica del Buon Samaritano.
Così attento. Così controllato.
Simulando casualità, Qhuinn si avvicinò a Tohr e finse di controllare i progressi nel traino, proprio come il Fratello stava facendo. No. Riguardava Blay, ovviamente.
Aveva sempre riguardato Blay.
Cercando di aggiungere al tutto un pizzico di nonchalance, incrociò le braccia sul petto - e dové abbassarle di nuovo a causa delle ferite alle spalle. "Lezione imparata," disse per fare conversazione.
Tohr gli mormorò qualcosa di rimando, ma che fosse dannato se fosse riuscito a sentirlo. E che fosse dannato anche se potesse vedere qualcosa che non fosse Blay. Neanche per un singolo battito di ciglia. Per un respiro. Per un palpito del cuore.
Fermo in mezzo al turbinio della neve, si meravigliò di come qualcuno di cui conoscevi tutto, che viveva a due passi da te, con cui avevi mangiato e dormito insieme... potesse diventare un estraneo.
Poi ancora, come al solito, c'era quella distanza emozionale causata dalla merda del tipo sotto - lo - stesso - tetto.
Il fatto era che Qhuinn sentiva il bisogno di spiegare certe cose. Sfortunatamente e diversamente da quella puttana di suo cugino, Saxton il succhiacazzi, non sapeva usare le parole e tutta quella roba complicata che aveva nel centro del suo petto peggiorava la sua tendenza al mutismo.
Dopo un ultimo digrigno, l'Hummer fu issato sul carro attrezzi e Blay cominciò a passare le catene attorno al telaio.
"Okay, voi tre riportate indietro questo rottame, " disse Tohr mentre riprese a fioccare.
Blay si bloccò e guardò il Fratello. "Noi andiamo in coppia. Per cui non devo lasciarti."
Come se fosse pronto a saltare.
"Hai visto che cos'abbiamo qui? Un grosso rottame da spostare con due uomini morti. Ti pare che si possa giocare al tira e molla?"
"Possono cavarsela," disse Blay a bassa voce. "Loro due sono forti."
"E con te lo sono ancora di più. Sto per smaterializzarmi per andare a casa."
Nell'attimo di silenzio che seguì, la linea dritta che correva su per il culo di Blay dalla base al cranio era l'equivalente di un dito medio. Non al Fratello, comunque.
Qhuinn sapeva esattamente per chi era.
Le cose si mossero in fretta da quel punto in poi, il SUV venne assicurato al mezzo, Tohr se ne andò e John si mise dietro il volante del carro attrezzi. Qhuinn andò alla porta del passeggero, l'aprì e attese di lato.
Come doveva fare un gentiluomo, suppose.
Blay si avvicinò attraverso la neve. La sua faccia era come il paesaggio: fredda, chiusa, inospitale.
"Dopo di te," mormorò tirando fuori il pacchetto di sigarette e l'elegante accendino d'oro.
Qhuinn chinò il capo in un cenno d'assenso, poi entrò dentro, scivolando sul sedile fino a che la sua spalla non sfiorò quella di John.
Blay entrò per ultimo, chiuse la portiera e aprì il finestrino mettendo la punta accesa della sua sigaretta all'esterno per tener fuori la puzza.
L'unico parlare che si sentì per cinque miglia furono i rumori del carro attrezzi.
Seduto tra quelli che erano stati i suoi due migliori amici, Qhuinn fissò lo sguardo sul parabrezza e contò i secondi che passano tra i movimenti intermittenti del tergicristalli... tre, due... uno... su e giù. E... tre, due... uno... su e giù.
Cadeva comunque abbastanza neve da giustificar quello sforzo -
"Mi dispiace," disse d'impulso.
Silenzio. A eccezione del ruggito del motore di fronte a loro e all'occasionale sferragliare della catena dietro quando prendevano un dosso.
Qhuinn lanciò un'occhiata, e sai cosa? Sembrava che Blay stesse masticando del metallo.
"Stai dicendo a me?" disse il ragazzo in modo burbero.
"Sì."
"Non hai nulla di cui scusarti." Blay spense la sigaretta nel portacenere del cruscotto e ne accese un'altra. "Potresti per favore smetterla di fissarmi?"
" Io volevo solo..." Qhuinn si passò una mano tra i capelli e diede uno strattone. "Io non... io... io non so cosa dire riguardo Layla -"
Blay voltò la testa di scatto.
"Cosa fai della tua vita non ha niente a che fare con me-"
"Non è vero," rispose Qhuinn con calma. "Io -"
"Cosa ti fa pensare che voglia sentire una sola parola che riguardi te e lei?"
"Pensavo solo che tu potessi aver bisogno di... non lo so, contestualizzare o qualcosa del genere."
Blay restò a fissarlo per un istante. "E perché, con esattezza, pensi che io vorrei 'contestualizzare'?"
"Perché... pensavo che tu potessi trovarlo... tipo, sconvolgente. O qualcosa del genere."
"E perché dovrebbe esserlo?"
Qhuinn non riusciva a credere che il ragazzo volesse che lo dicesse ad alta voce. Ancora meno di fronte a qualcuno, anche se quel qualcuno era John. "Beh, il perché lo sai."
Blay si avvicinò con le zanne in mostra." Solo per essere chiari, tuo cugino mi dà quello di cui ho bisogno. Tutto il giorno. Ogni giorno. Tu e io?" Blay mosse la mano con la sigaretta tra di loro avanti e indietro. "Lavoriamo insieme. Solo questo. Per cui voglio che tu faccia un favore a entrambi prima di pensare che io possa 'aver bisogno' di sapere qualcosa. Chiediti, 'Se io fossi quello che gira gli hamburger da McDonald's, andrei a dire questa cosa al fottuto ragazzo che frigge le patatine?' Se la risposta è no, allora chiudi quella dannata bocca."
Qhuinn si concentrò di nuovo sul parabrezza, considerando la possibilità di piazzarci dentro la faccia. "John, accosta."
Il guerriero gli lanciò un'occhiata, poi cominciò a scuotere la testa.
"John, accosta, dannazione. O lo farò io per te."
Qhuinn si rendeva conto a malapena che il suo torace stava andando su e giù e le mani erano strette a pugno.
"Cazzo, accosta!" ringhiò Qhuinn colpendo il cruscotto così forte che una bocchetta di ventilazione volò via.
Il carro attrezzi scivolò al lato della strada e i freni stridettero mentre la velocità diminuiva. Ma Qhuinn era già fuori di là. Smaterializzandosi, era fuggito dall'apertura del finestrino, insieme al fumo che Blay aveva esalato con frustrazione.
Quasi immediatamente, riprese forma al lato della strada, incapace di mantenere la forma molecolare a causa delle sue emozioni troppo intense. Mettendo uno stivale davanti all'altro, arrancò attraverso la neve, il suo bisogno di deambulare gli portava via ogni cosa, compreso il dolore pungente nelle nocche di entrambe le mani.
Qualcosa nel retro della sua testa registrò il tratto di strada, ma c'era troppo rumore nel suo cranio affinché notasse i dettagli.
Non aveva idea di dove stesse andando.
Cavolo, faceva freddo.


*   *   *


Seduto nel caro attrezzi, Blay era concentrato sulla punta illuminata della sua sigaretta, il piccolo bagliore color arancio andava avanti e indietro come la corda di una chitarra.
Pensava che la sua mano stesse tremando.
Il fischio che sentì di fianco era il modo di John per attirare la sua attenzione, ma lo ignorò. Cosa che gli costò uno schiaffo sul braccio.
È davvero un brutto tratto per lui, disse John muovendo le mani.
"Mi stai prendendo in giro, vero?" mormorò Blay. "Mi stai fottutamente prendendo in giro. Ha sempre voluto un rapporto convenzionale e ha messo incinta un' Eletta - direi che è il massimo che -"
No, qui, proprio qui. John indicò l'asfalto. Qui.
Blay si voltò verso il parabrezza solo perché era  stanco di discutere. Fuori, di fronte al carro attrezzi, i fari illuminavano ogni cosa, il paesaggio coperto di neve di un bianco accecante, la figura che camminava al lato della strada come un'ombra allungata.
Delle gocce di sangue rosso seguivano il percorso delle impronte.
Le mani di Qhuinn sanguinavano da quando era caduto nella corsa -
All'improvviso, Blay si accigliò. Si sedé più in alto.
Come tessere di un puzzle che trovano il loro posto, i dettagli casuali riguardo a dove si trovassero, dalla curva della strada, agli alberi, a muri di pietra di lato, completarono l'immagine.
"Oh, merda." Blay sbatté la testa contro l'appoggio. Chiudendo gli occhi avrebbe voluto trovare un'altra soluzione a tutto questo, qualunque altra piuttosto che uscire là fuori.
Non approdò a niente, un grande, enorme, nada.
Mentre spingeva lo sportello per aprirlo, il freddo entrò nell'abitacolo caldo del furgone. Non disse nulla a John. Non ne aveva motivo. Cose come uscire nella bufera dopo che qualcuno ha cercato di spiegarsi.
Prendendo una grossa boccata di fumo, camminò con passo pesante attraverso gli accumuli di neve. La strada era stata liberata prima, ma era successo parecchio prima.
Il che significava che probabilmente doveva muoversi in fretta.
Questa era la parte ricca della città, dove la tassa base era ampia quanto i prati perfetti, avresti fatto meglio a credere che un altro di quegli spazzaneve gialli grossi quanto una casa venisse prima dell'alba.
Non doveva fare una scenata di fronte agli umani. Specialmente con quei due che perdevano belli e morti nell'Hummer.
"Qhuinn," disse rudemente. "Qhuinn, fermati."
Non urlò. Non ne aveva l'energia. Questa... cosa, qualunque essa fosse tra loro, era diventata sfiancante molto tempo prima - e quest' ultima resa dei conti al lato della strada era solo l'ennesimo episodio per cui non aveva più la forza.
"Qhuinn. Davvero."
Almeno il ragazzo rallentò un po'. E, con un po' di fortuna era talmente incazzato da non aver messo insieme tutti i pezzi riguardo al posto.
Gesù Cristo, quali erano le possibilità, pensò Blay guardandosi attorno. Era proprio a mezzo miglio dove la Guardia d'Onore aveva svolto il proprio compito - e Qhuinn era quasi morto per le botte.
Dio, Blay ricordava quell'estenuante notte, un altro paio di fari colpì la figura scura, che sanguinava sul terreno questa volta.
Scuotendosi, lo chiamò ancora. "Qhuinn."
Il ragazzo si fermò, gli stivali piantati nella neve senza andare avanti. Comunque non si voltò.
Blay fece segno a John di spegnere i fari e, un secondo dopo tutto ciò che si vedeva  era il bagliore arancione delle luci dei freni del furgone.
Qhuinn mise le mani sui fianchi e guardò il cielo, la testa andò all'indietro, il respiro gli uscì fuori con una nuvola di condensa.
"Torna indietro e sali sul carro attrezzi." Blay tirò un'altra boccata di fumo e la esalò. "Dobbiamo muoverci -"
"So quanto Saxton significhi per te," disse Qhuinn in tono burbero. "Lo so, davvero."
Blay si forzò a dire: "Bene".
"Credo solo che... sentirlo dire così ad alta voce è ancora uno shock."
Blay aggrottò la fronte nella luce tenue. "Non capisco."
"Lo so. Ed è colpa mia. Tutto questo... è colpa mia." Lo sguardo di Qhuinn andò oltre la sua spalla, l'espressione sul viso cupa. "Solo non voglio che pensi che sono innamorato di lei. Tutto qui."
Blay cercò di farsi un altro tiro dalla sua Dunhill, ma non aveva abbastanza aria nei polmoni. "Scusami... non capisco perché..."
Beh, quella era fantastica risposta.
"Non sono innamorato di lei e lei non lo è di me. Non andiamo a letto insieme."
Blay rise duramente. "Stronzate."
"Sono dannatamente serio. L'ho soddisfatta nel suo bisogno perché voglio un bambino, anche lei, ed è iniziata e finisce lì."
Blay chiuse gli occhi mentre la ferita nel suo petto si aprì completamente ancora una volta. "Qhuinn, andiamo. Sei stato con lei tutto lo scorso anno. Vi ho visti - tutti vi hanno visti -"
"Ho preso la sua verginità quattro notti fa. Nessuno è stato con lei prima di allora, nemmeno io."
Oh, ecco un'immagine che aveva bisogno d'avere avanti agli occhi.
"Non sono innamorato di lei e lei non lo è di me. Non andiamo a letto insieme."
Blay non poté stare fermo più a lungo, per cui si avviò lasciando la neve sotto gli stivali. A quel punto, dal nulla, la voce della Signora della Chiesa dal Saturday Night Live gli venne in mente: Bene, non è speciaaaaaale?
"Non sto con nessuno," disse Qhuinn.
Blay rise.
"Come in una relazione? No, naturalmente. Ma non aspettarti che creda che trascorri il tuo tempo libero a fare centrini all'uncinetto e a mettere in ordine alfabetico le spezie sul ripiano  con quella femmina."
"Non ho fatto sesso per quasi un anno."
Quella frase lo bloccò.
Dio, dove cazzo era andata a finire tutta l'aria in quella parte dell'universo?
"Stronzate," replicò Blay. "Sei stato con Layla - quattro notti fa, l'hai detto tu."
Nel silenzio che seguì, l'orribile verità sollevò di nuovo la sua brutta testa di cazzo, il dolore gli rese impossibile nascondere ciò che con tanta attenzione aveva seppellito negli ultimi giorni.
"Sei stato davvero con lei," disse. "Ho visto il lampadario della biblioteca andare avanti e indietro sotto la tua stanza."
Era Qhuinn ora a chiudere gli occhi come se volesse dimenticare. "È stato solo per uno scopo."
"Ascolta..." Blay scosse la testa. "Davvero non mi è chiaro perché mi stai dicendo questo. Credo in quel che ti ho detto - non devi dare nessuna spiegazione su ciò che fai con la tua vita. Io e te... siamo cresciuti insieme, e questo è tutto. Sì, abbiamo condiviso un sacco di cose e ci siamo sempre stati l'uno per l'altro quando serviva. Ma nessuno di noi può rindossare gli abiti di allora e questa relazione tra noi è la stessa cosa. Noi... non andiamo più bene. E senti, non volevo farti incazzare nel furgone, ma credo di dover esser chiaro su questo. Tu ed io? Abbiamo un passato. Questo è tutto. Questo... è tutto ciò che avremo."
Qhuinn si voltò, col viso di nuovo in ombra.
Blay si sforzò a parlare ancora. "So che questa... cosa con Layla... è importante per te. O immagino che lo sia - come potrebbe non esserlo, se fosse incinta, Per me? Vi auguro davvero il meglio, a entrambi. Ma non mi devi nessuna spiegazione - e ancor di più, io non la pretendo. È passato il tempo delle cotte adolescenziali - ed era questo che sentivo per te. Anche allora era solo un'infatuazione, Qhuinn. Per cui, per favore, prenditi cura della tua femmina e non preoccuparti che mi tagli i polsi perché hai trovato qualcuno d' amare. Come ho fatto io."
"Te l'ho detto. Non  sono innamorato di lei."
Aspetta, pensò Blay tra sé e sé. Perché sta arrivando.
Era tipico di Qhuinn.
Il maschio era incredibile sul campo di battaglia. E leale al limite della psicosi. E intelligente. E seducente da morire. E un altro centinaio di migliaia  di altre cose che Blay non doveva dire a nessuno. Ma aveva un grande difetto e non era il colore dei suoi occhi.
Non poteva contenere le emozioni.
Nessuna.
Qhuinn aveva sempre rifuggito i sentimenti profondi - anche senza muoversi. Poteva starsene seduto di fronte a te e annuire e parlare, ma quando le emozioni diventavano troppo intense per lui, scivolava via.  Subito fuori. E se provavi a forzarlo a confrontarle?
Beh, non era possibile. Nessuno forzava Qhuinn a fare qualcosa.
E sì, sicuro, c' erano un sacco di buone ragioni per cui era in quel modo. La sua famiglia lo aveva trattato come se fosse una maledizione. La glymera lo aveva guardato dall'alto in basso. Per tutta la vita non aveva avuto radici. Ma qualunque fosse il fattore di stress, alla fine del giorno, il maschio sarebbe fuggito da tutto ciò che fosse troppo complicato o che pretendesse qualcosa da lui.
Probabilmente la sola cosa che poteva cambiarlo era un bambino.
Non era importante ciò che diceva in quel momento, non c'era dubbio che fosse innamorato di Layla, ma averla soddisfatta durante il bisogno e ora aspettare i risultati, lo stava facendo uscire fuori di testa dalla preoccupazione, allontanandolo da lei.
E perciò se ne stava al lato della strada blaterando cose senza senso.
"Vi auguro davvero il meglio," disse Blay col cuore martellante nel petto. "Sono sincero. Spero davvero che questa cosa tra voi due funzioni."
In quel silenzio, Blay si ritirò fuori dal fosso in cui era caduto di nuovo, usando gli artigli per raggiungere la superficie, allontanando il dolore e l'agonia bruciante al centro della sua anima.
"Ora possiamo tornare nel furgone e terminare il nostro lavoro?" disse in tono piatto.
Le mani di Qhuinn si alzarono a coprirgli il viso. Poi chinò la testa, mise le nocche insanguinate nelle tasche dei pantaloni e si avviò al carro attrezzi.
"Okay. Andiamo."

6 commenti:

  1. Grazie bellissimo aspetto gli altri capitoli - brava e ancora grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sempre a te, Giuliana, un abbraccio affettuoso!

      Elimina
  2. fantastico *_* ma quando mettete il prossimo??

    RispondiElimina
  3. Che meraviglia! grazie mille per questa traduzione, non vedo l'ora di leggere gli altri capitoli!
    grazie
    Andreina

    RispondiElimina