venerdì 10 maggio 2013

Traduzione Capitolo 7 di Lover at Last di J.R.Ward




Lover at Last

7


A circa dieci isolati dalla 'notte da incubo' di Trez, Xcor stava ripulendo la lama della sua falce con una pelle di camoscio soffice come le orecchie di un agnello.
Dall'altra parte del vicolo, Throe era al telefono e parlava a bassa voce.
E stava così da quando avevano trovato il terzo dei tre lessers che l'Omega aveva scaricato in quella parte della città.
A Xcor non interessavano ritardi, cellulari o altre cose. Il resto della sua Banda dei Bastardi era da qualche parte in centro a stanare entrambi i nemici - e avrebbe preferito enormemente essere con loro.
Ma la biologia chiamava. Dannazione.
Throe concluse la sua telefonata e lo guardò, il bel volto teso dalla serietà. "Lei è d'accordo."
"Ma che gentile." Xcor rinfoderò la falce e mise il panno da parte. "Comunque sono meno interessato al suo consenso che alla questione del se ne sia in grado."
"Lo è."
"E come lo sai?"
Throe si schiarì la gola e rivolse lo sguardo altrove. "Sono andato da lei la scorsa notte e me ne sono servito."
Xcor sorrise freddamente. Ecco spiegata l'assenza del soldato - e la ragione era un gran sollievo. Aveva temuto che l'altro maschio avesse...
"E com'era?"
"Passabile."
"Hai assaggiato tutte le sue attrattive?"
Il gentiluomo, che una volta era stato un intellettuale membro della glymera, ma non più, si schiarì la voce. "Io, ah... sì."
"E com'erano?" Quando non ci fu risposta, Xcor attraversò la neve sporca, avvicinandosi al suo secondo in comando. "Com'era, Throe? Bagnata e disponibile?"
Il volto perfetto del maschio arrossì ancora di più.
"Era accettabile."
"Quante volte l'hai presa?"
"Diverse."
"E in varie posizioni, voglio sperare." Quando ci fu solo un teso cenno del mento in risposta, Xcor si ammorbidì. "Bene, allora ti sei congedato dal tuo compito fedelmente coi compagni soldati. Sono sicuro che gli altri vorranno condividere sia vena che sesso."
Nell'imbarazzante attimo di silenzio che seguì, Xcor non l'avrebbe mai ammesso con nessuno, ma aveva insistito sui dettagli non per provocare il suo subordinato... ma perché era felice che Throe avesse fatto sesso con quella femmina.
Voleva ci fosse distanza tra il maschio e quello che era successo in autunno. Voleva calendari pieni di anni con innumerevoli femmine e fiumi di sangue di altre donne...
"Ma c'è una condizione," disse Throe.
Xcor strinse le labbra. Poiché la femmina in questione non lo aveva ancora visto, non poteva essere una cifra più alta - inoltre non aveva ancora bisogno di nutrirsi. Grazie a...
"Che sarebbe?"
"Deve accadere a casa sua. Non appena scende la notte domani."
"Ah." Xcor sorrise freddamente. "Allora è una trappola."
"La Confraternita non sa chi ha inoltrato la richiesta."
"Hai confermato che fossero sei maschi, non è vero?"
"Non ho usato i nostri nomi."
"Non importa." Xcor fece scorrere lo sguardo nel vicolo, i sensi all'erta alla ricerca di lessers o Fratelli.
"Io non sottovaluto il raggio d'azione del re. Non dovresti farlo nemmeno tu."
Infatti le sue ambizioni li avevano messi contro un nemico di valore. L'attentato alla vita di Wrath nell'autunno precedente era stato la sua dichiarazione di guerra e, come previsto, c'era stata una prevedibile ritorsione. La Confraternita aveva trovato il covo della Banda dei Bastardi, c'erano entrati e avevano preso la custodia del fucile che conteneva l'arma usata per piazzare un proiettile nella gola del Re Cieco.
Ovviamente erano in cerca di prove.
La domanda era, di cosa? Non sapeva ancora se il Re fosse morto o vivo, e nemmeno il Consiglio, da ciò che aveva capito. Infatti la glymera non era nemmeno a conoscenza dell'attentato.
Wrath era sopravvissuto? O era stato ucciso e la Confraternita era occupata a cercare di riempire il vuoto? La Vecchia Legge era molto chiara riguardo le regole di successione - ammesso che il re avesse una progenie, che non aveva. Quindi sarebbe stato il parente più prossimo - presumendo che ce ne fosse qualcuno.
Xcor voleva saperlo, ma non s'informava. Tutto quello che poteva fare era aspettare che la verità venisse fuori da sola - e nel frattempo, lui e i suoi soldati avrebbero continuato a uccidere lessers e a sostenere il suo potere nella glymera.
Almeno entrambi i tentativi stavano andando bene. Ogni notte rimandavano indietro all'Omega i suoi tirapiedi con una pugnalata. E il suo contatto effeminato nel Consiglio, il non-proprio-beato Elan, figlio di Larex, si era dimostrato abbastanza ingenuo e malleabile - due caratteristiche molto utili in un attrezzo usa e getta.
Tuttavia, Xcor stava cominciando a stancarsi della mancanza d'informazioni.
E a dire la verità, quest'affare con la femmina che Throe aveva trovato era necessario, ma pieno di pericoli. Una femmina capace di vendere sia le proprie vene che il sesso a più utilizzatori, era sicuramente capace di scambiare informazioni per denaro - e benché Throe avesse nascosto le loro identità, il numero era stato dato.
La Confraternita doveva aver giustamente indovinato che nessuno della Banda dei Bastardi fosse accoppiato e, prima o poi, in questa nuova terra, avrebbero richiesto ciò che avevano avuto a sufficienza nel Vecchio Continente.
Forse questa femmina era stata assoldata dal re e dalla sua guardia privata.
Bene, l'avrebbero scoperto l'indomani. Era facile tendere le imboscate e per un maschio affamato non c'era momento più vulnerabile di quello in cui era alla gola e tra le gambe di una femmina. Tuttavia era giunto il momento. I suoi soldati volevano combattere, ma avevano i volti tirati, gli occhi infossati e la pelle troppo tesa sugli zigomi.
Il sangue umano, quel povero sostituto, non forniva abbastanza forza e i suoi Bastardi se ne stavano nutrendo da troppo tempo. Nel Vecchio Continente, c'erano state abbastanza femmine per servirli quando ne avevano bisogno. Ma da quando erano arrivati nel Nuovo Continente, si erano dovuti arrangiare.
Se questa era una trappola, era pronto a combattere i Fratelli. Dopotutto, era stato ben servito -
Santissima Vergine Scriba, non poteva pensarci.
Xcor si schiarì la gola mentre il dolore nel petto divenne talmente forte da non riuscire a deglutire. "Di' alla femmina che non appena fa buio è troppo presto. Andremo a mezzanotte, invece. E ci organizzeremo per nutrirci dagli umani non appena scende la notte.  Se i Fratelli sono là, potremo combattere con loro da una posizione di relativa forza."
Le sopracciglia di Throe scattarono in alto come se fosse impressionato dalla riflessione di Xcor. "Sì, lo faccio subito."
Xcor annuì e guardò altrove.
Nel silenzio, gli eventi dell'autunno urlavano tra di loro, raffreddando ulteriormente l'aria gelida di dicembre.
Quella sacra Eletta era sempre con tutti e due.
"Sta facendo giorno in fretta," disse Throe col suo accento perfetto. "È ora di partire."
Lo sguardo di Xcor si spostò a est. Il bagliore che annunciava l'alba non era ancora visibile, ma il suo secondo in comando aveva ragione. Presto... molto presto... la luce mortale del sole avrebbe illuminato tutto, e poco importava che fosse alla sua minor potenza, col solstizio d'inverno appena alle spalle.
"Richiama i soldati," disse Xcor. "E incontrali alla base."
Throe digitò una serie di lettere nel messaggio che Xcor non sarebbe stato capace di leggere. Poi il soldato mise a posto il telefono con un'occhiataccia.
"Tu non ritorni?" chiese Throe.
"Vai."
Ci fu una lunga pausa. Poi l'altro soldato disse piano, "Dove andrai?"
In quell'istante, Xcor pensò a ognuno dei suoi combattenti. Zypher, il conquistatore sessuale. Balthazar, il ladro. Syphon, l'assassino. E l'altro che non aveva un nome e troppi peccati da poterli contare. Così lo chiamavano Syn.
Poi pensò al giusto, fedele Throe, il suo secondo in comando.
Il beneducato Throe con un'impeccabile linea di sangue.
Il bellissimo, attraente Throe.
"Vai ora," disse al maschio.
"E tu?"
"Va'."
Throe esitò un istante, la notte in cui Xcor era quasi morto venne in mente a entrambi. Come non avrebbe potuto?
"Come desideri."
Il soldato di smaterializzò lasciando Xcor immobile contro il vento da solo. Quando fu sicuro che l'altro se n'era andato davvero, fece lo stesso con le sue molecole nelle raffiche di vento, andando a nord, verso un campo coperto dalla neve. Riprese la sua forma alla base del dolce pendio, fissando il bellissimo albero che svettava orgoglioso in cima alla collina.
Pensò al morbido ergersi del seno di una femmina, alle clavicole eleganti, alla più sublime colonna del collo diafano -
Mentre il vento gli colpiva la schiena, chiuse gli occhi e camminò teso in avanti nel tornare nel posto in cui aveva incontrato la sua pyrocant.
Dov'era la sua Eletta?
Era ancora viva? La Confraternita l'aveva uccisa per colpa del suo gentile, generoso, sconosciuto regalo al nemico del suo re?
Xcor sapeva che sarebbe morto senza il suo sangue. Gravemente ferito durante l'attentato alla vita di Wrath, era stato in punto di morte quando Throe l'aveva portato in quel campo e aveva invocato l'Eletta e il gesto fu compiuto.
Throe aveva architettato tutto. E, nel procedimento, aveva infisso una maledizione nel cuore oscuro di Xcor.
Le sue ambizioni rimanevano quelle che erano state: Lui voleva detronizzare il Re Cieco e regnare sui vampiri. Tuttavia, c'era un punto debole che lo fregava.
Quella femmina.
Era stata erroneamente tirata dentro al conflitto tra  maschi armati di pugnali, un' innocente che era stata manipolata e poi usata.
Lo preoccupava amaramente il benessere di lei.
Certo, aveva un solo rimorso nelle sue cattive azioni. Se non avesse mandato Throe nelle braccia della Confraternita, il suo secondo in comando non avrebbe attraversato il suo cammino e non si sarebbe nutrito da lei. Se non fosse successo, Throe non avrebbe potuto chiamarla e non sarebbe andata da loro in quel campo... e Xcor non l'avrebbe mai guardata in quegli occhi compassionevoli.
E perdere parte di se stesso.
Lui era uno schifoso malformato, un bastardo traditore dell'Ordine e della protezione sotto cui lei meritava di vivere. Non meritava il dono che gli aveva fatto.
E nemmeno Throe - e non perché fosse caduto dalla sua alta posizione sociale nella glymera.
Nessun maschio vivente la meritava.
Xcor si fermò sotto l'albero a fissare il punto esatto dove era sdraiato di fronte  a lei... dove si era inginocchiata su di lui mordendosi il polso e lui aveva aperto la bocca per ricevere il potere che soltanto lei poteva dargli.
C'era stato un momento in cui i loro occhi si erano incontrati e il tempo si era fermato... e poi lei aveva abbassato lentamente il polso alla sua bocca.
Oh, quel brevissimo contatto.
Si era convinto che lei fosse solo una visione della sua mente vagante, ma mentre Throe lo riportava al loro rifugio, aveva ripreso coscienza e capito che lei era reale. Davvero reale.
Erano trascorse settimane. Poi una sera, in città, l'aveva sentita, aveva seguito il richiamo del suo sangue nelle vene per vederla.
Nell'intermezzo di quei minuti e ore, lei aveva saputo la verità su di lui: Aveva guardato nell'oscurità, direttamente a lui, e la sua angoscia era stata evidente.
Quindi, il suo covo era stato trovato. Probabilmente a causa sua.
Con una sbuffata di vento, la neve riprese a cadere, i fiocchi che si addensavano nell'aria, vorticandogli intorno e andandogli negli occhi.
Lei dov'era adesso? Cosa ne avevano fatto?
A est il bagliore dell'alba cominciò a vedersi a dispetto della coltre di nubi e gli occhi iniziarono a bruciargli - ecco perché prestava particolare attenzione al loro allenamento su quell'incantevole presagio di luce diurna, solo per il dolore.
Non lo aveva mai fatto prima d'esser stato fatto a pezzi dalle sue emozioni come questa. In tutta la sua vita era stato allenato duramente alla sopravvivenza -  prima negli sul campo di guerra e poi nei secoli sotto la guida del Carnefice, e ora nel suo tempo come capo della sua banda di combattenti.
Ma lei lo aveva spaccato, creando una crepa vitale.
Di sicuro così come lei gli aveva restituito la sua vita, ne aveva preso una parte e lui non sapeva cosa fare.
Forse sarebbe rimasto lì a lasciarsi ridurre in cenere. Sembrava una brutta situazione più semplice di quello che stava vivendo adesso...
Quale fato le era accaduto?
Doveva saperlo.
Era importante quanto la sua scalata al trono.

8 commenti:

  1. evviva grazie!!!!!!!!!!!!!!!!! lo so che sono ingorda e che non dovrei nemmeno chiederlo ma solo ringraziare, ma...quanto pensi ci vorrà alla fine? ^_^
    Andreina

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    1. Del libro? E tu cominci adesso??? Non so se sai che parliamo di moooooolti capitoli! Ti do una dritta però... i capitoli 27 e 28 saranno... uuuuuhhhh veeeery hot!

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  2. o signor lo so che sono molti capitoli, ma infatti x me sei una santa ...se serve aiuto chiamiamo i rinforzi che dici? quanti sono in tutto i capitoli? 27 e 28 hot???????? vado a farmi una doccia fredda....:)

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    1. Beh, parliamo di 82 capitoli... tosto tosto!!!

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  3. 82 capitoli?!?!?!! Accidenti!!!!
    Se conoscessi l'inglese ti darei volentieri una mano ma sono veramente incapace XD

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  4. Ciao cristiana bel lavoro come sempre - grazie e in attesa dei prossimi ti saluto con affetto. Adele

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